Social Media: le cose da non fare

Social Media: le cose da non fare

Cosa non fare sui social media, e gli errori da evitare nel 2017, dall’eccessiva produzione di contenuti promozionali, all’utilizzo del linguaggio gergale e alla non interazione con gli utenti.

Gli errori da non commettere sui social networkSi parla spesso di Social Media, della loro utilità per le aziende in una logica di promozione di prodotti e servizi. Si parla poco delle regole che guidano un’efficace attività di social media marketing. Se è vero che è facile creare un profilo social, è anche vero che è importante promuovere l’immagine del brand nel modo giusto. Col tempo infatti sono cambiati ed evoluti gli algoritmi alla base di molti social, così come gli utenti e le loro esigenze: fare social media marketing, oggi, è diverso rispetto a qualche anno fa, ed è facile cadere in passi falsi che possono minare alle basi la reputazione in rete del brand.
Chi si occupa di social media marketing sa quanto una strategia efficace di promozione sui social non si basi tanto e solo sulla frequenza di post che vengono pubblicati, o sull’interazione con gli utenti, ma si basi anche su altri elementi come dati, analisi e ricerca. Proprio perché fare social media marketing è diventato complesso, è essenziale conoscere cosa fare e soprattutto cosa non fare sui social.

I 6 errori da non commettere sui Social Network.

Un aiuto in questo ambito arriva dall’infografica di CJG Digital Marketing, che illustra i 6 errori da non commettere sui social:

  1. Pubblicare troppi post promozionali: il 58% degli utenti si dichiara infastidito dai troppi messaggi promozionali. Ma come è da evitare l’eccessiva presenza di post promozionali, allo stesso modo è da evitare la totale assenza di post promozionali: basti pensare che il 61% degli utenti vorrebbe vedere un prodotto almeno 2-4 volte sui social prima di decidere se acquistarlo o meno. L’ideale sarebbe trovare un compromesso tra post pubblicitari e post generici o utili per gli utenti.
  2. Postare informazioni poco utili o pertinenti. Il 41% degli utenti smette di seguire un brand perché vengono pubblicati messaggi che non hanno attinenza con il business. È importante che, anche in caso di post non strettamente collegati al brand e alle attività, abbiano comunque una pertinenza con l’ambito di interesse.
  3. Inviare troppi “tweet”. Come per altre piattaforme, anche per Twitter è controproducente la sovrabbondanza di tweet, che diventa la causa principale che porta il 35% degli utenti a non seguire più un brand.
  4. Utilizzare linguaggio gergale o tecnico in maniera impropria. Da evitare anche l’utilizzo in maniera impropria o impacciata di un linguaggio gergale o tecnico per connettersi con gli utenti più giovani o con gli esperti: il 30% infatti trova questa strategia imbarazzante o fastidiosa, e smette di seguire quei profili che risultano troppo pretenziosi o che si sforzano eccessivamente fino a risultare impacciati.
  5. Postare troppo poco. In direzione diametralmente opposta al postare troppo, c’è l’errore di postare troppo poco in quanto trasmette agli utenti l’idea che l’azienda ha perso interesse a farsi conoscere tramite social, o che l’azienda non esista più.
  6. Non dare seguito ai messaggi. L’ultimo errore da non commettere sui social media è quello di non rispondere o non interagire con i messaggi che vengono inviati dagli utenti: i social infatti non devono essere visti come strumento a senso unico, solo nelle mani delle aziende per fare marketing, ma soprattutto come mezzo in cui c’è interazione con i clienti attraverso cui dare informazioni o risolvere problematiche. La non-risposta alle domande o ai commenti degli utenti fa apparire l’azienda come irraggiungibile, e per questo il 15% dichiara che un comportamento di questo tipo li porta a non seguire più quel brand.
    6 Social Media Behaviors to Avoid in 2017 (Infographic) - An Infographic from CJG Digital Marketing

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